sabato 24 luglio 2010

Incontro con Giuseppe Notarstefano, direttore dell'Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Palermo.

La Pastorale sociale ha come luogo prioritario l'impegno dentro il territorio, con l'obiettivo di riattivare l'attenzione alla Dottrina Sociale della Chiesa perché diventi contenuto ordinario della formazione, una formazione aperta e capace di suscitare vocazioni all'impegno politico, affinché le nostre comunità parrocchiali siano luoghi aperti, per consentire a noi laici di impastare la vita con la fede.
L'AC sarà una protagonista importante nell'animazione del sociale di cui la nostra città ha reale bisogno, in un tempo difficile; la città di Palermo sembra scivolare nel nulla, c'è bisogno di vocazioni autentiche all'impegno sociale e politico, radicate nella vita ecclesiale. L'AC in alcune fasi della vita politica ha supplito alla mancanza di quadri dirigenti, offrendosi alla politica, poi la scelta religiosa è stata una scelta di profondità, senza dimenticare l'impegno politico a diversi livelli, con lo stile associativo consueto, sale e lievito, un nascondimento che è non cedere alla tentazione del potere.

Le settimane sociali dei cattolici italiani (la 46° si celebrerà a Reggio Calabria dal 14 al 17 ottobre 2010) , nate con lo scopo di difendere la Chiesa in un tempo difficile, hanno costruito percorsi a tutela non degli interessi di una parte ma del bene comune di tutti - nella Caritas in Veritate Papa Benedetto usa l'espressione "il bene di noi tutti" - ( "Bisogna poi tenere in grande considerazione il bene comune. Amare qualcuno è volere il suo bene e adoperarsi efficacemente per esso. Accanto al bene individuale, c'è un bene legato al vivere sociale delle persone: il bene comune. È il bene di quel “noi-tutti”, formato da individui, famiglie e gruppi intermedi che si uniscono in comunità sociale" CV 7); il NOI presuppone l'esistenza di una comunità, la società che stiamo costruendo, in cui viviamo da protagonisti; quello che facciamo ha sempre una rilevanza politica e contribuisce a costruire una comunità.
La 46° settimana sociale dei cattolici italiani si apre in una stagione di vita ecclesiale piuttosto povera, caratterizzata da un paradosso: mentre i laici affievoliscono la loro voce, la gerarchia ecclesiastica è intervenuta pesantemente sulla cosa pubblica; è mancata una voce del laicato capace di tradurre le visioni in proposte, in strategie, i laici hanno parlato poco.

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